Nelle ultime 24 ore si sono  registrate 39.676 nuove infezioni e 236. Berlino: niente ristoranti e musei a non vaccinati. In Grecia record di nuovi casi per il secondo giorno consecutivo. In Ucraina 23.283 nuovi casi e 816 morti in 24 ore

La recrudescenza della pandemia in Europa è fotografata con nettezza dai numeri dell’ultimo bollettino settimanale dell’Oms, reso noto nelle ultime ore. Secondo la rilevazione, più di 1,9 milioni di persone hanno contratto il nuovo coronavirus nel vecchio continente nell’ultima settimana, e oltre 26.700 di loro sono morte. Secondo il rapporto epidemiologico il numero di nuovi casi in Europa è cresciuto del 7%, mentre i decessi sono aumentati del 10%. Si tratta di un trend drammaticamente in contrasto rispetto alla situazione nel resto del mondo dove si registra un aumento medio dell’uno per cento dei contagi e una diminuzione del quattro per cento della mortalità.

“Durante la settimana dal 1 al 7 novembre 2021 – si legge infatti nel rapporto – a livello planetario è stata osservata una leggera tendenza al rialzo (aumento dell’1%) nei nuovi casi settimanali, con oltre 3,1 milioni di nuovi casi segnalati. Sono stati segnalati oltre 48mila nuovi decessi, con un calo del 4% rispetto alla settimana precedente”. “La regione europea dell’Oms (che concerne anche diversi territori non europei, ndr) ha riportato aumenti nell’incidenza dei casi e dei decessi, mentre altre regioni hanno riportato diminuzioni o tendenze stabili”.

Nella settimana di riferimento, l’Europa ha totalizzato il 63% delle nuove infezioni mondiali (1.949.419) e il 55% di tutti i decessi (26.726). A parte l’Europa, solo l’Africa ha mostrato un aumento dei casi (fino al 4%). I contagi sono invece diminuiti nel Sudest asiatico (-13%), nel Pacifico occidentale (-9%), nelle Americhe (-5%) e nel Mediterraneo orientale (-2%). Il calo più evidente dei decessi è stato registrato nel Sudest asiatico (-29%) e in Africa (-27%). Complessivamente, tra il primo e il 7 novembre sono stati registrati in tutto il mondo 3.103.186 casi di coronavirus e 48.703 decessi correlati al Covid. Il maggior numero di nuovi contagi è stato segnalato da Stati Uniti (510.968), Russia (281.305), Regno Unito (252.104), Turchia (197.335) e Germania (169.483). Al 9 novembre, l’Oms ha ufficialmente censito in tutto il mondo 250.154.972 contagi e 5.054.267 decessi. Il numero dei contagiati è cresciuto di 370.007 nelle ultime 24 ore, mentre i decessi sono aumentati di 6.183 unità.

Al 9 novembre, l’Oms ha ufficialmente censito in tutto il mondo 250.154.972 contagi e 5.054.267 decessi. Il numero dei contagiati è cresciuto di 370.007 nelle ultime 24 ore, mentre i decessi sono aumentati di 6.183 unità

In Germania 40.000 casi in 24 ore. Incidenza settimanale ai massimi 
Sono 39.676 i casi nuovi di contagio da Covid registrati in Germania nelle 24 ore e 236 le vittime. È quello che ha segnalato il Robert Koch Institut nel bollettino di oggi. Una settimana fa erano stati 20.676. L’incidenza settimanale su 100 mila abitanti è salita a 232,1,terzo valore da record consecutivo in tre giorni (una settimana fa era 146,6).  Si dibatte sull’allarme lanciato dal virologo dello Charité di Berlino Christian Drosten, secondo il quale il Paese “è in una vera situazione di emergenza” e sarà necessario”ridurre di nuovo i contatti”. Drosten teme che se non si agirà potranno esserci altri 100 mila morti. 

La Baviera decreta lo stato di emergenza
La Baviera ha decretato lo stato d’emergenza per la crescita “preoccupante” del numero di casi di Covid. La misura sarà in vigore da domani. 

Il governatore del Land di Baviera, Markus Markus Söder, ha dichiarato lo stato di disastro da domani 11 novembre. Lo ha riferito Tagesschau, sottolineando che il ministero lo annuncerà formalmente in seguito. La decisione consente un approccio coordinato da parte delle autorità, agenzie e organizzazioni coinvolte.

La dichiarazione dello stato d’emergenza favorisce il coordinamento di tutte le autorità interessate ed è stato già disposto nell’ambito della pandemia del Covid-19 il 9 dicembre 2020 per essere sospeso il 4 giugno scorso.  Attualmente l’indice di contagio è in forte crescita in Baviera, e allo stesso tempo è in crescita l’occupazione delle terapie intensive, “in alcuni ospedali le capacità sono già adesso molto ridotte”, ha riferito la cancelleria del Land meridionale. 

Berlino: dati drammatici, presto incontro Stato-Regioni
I dati del Covid mostrano un”ampliamento drammatico della pandemia e tutti i politici,quelli al governo come quelli che stanno lavorando alla formazione del nuovo governo, sentono la responsabilità di proteggere la salute dei cittadini e di non sovraccaricare il sistema sanitario”. Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel Steffen Seibert in conferenza stampa a Berlino. “La cancelliera è dell’idea che sia necessario il prima possibile un incontro fra Stato e Regioni per coordinare le politiche anti Covid”, ha aggiunto, spiegando che Merkel è in contatto con tutti i partecipanti per arrivare a “un appuntamento velocemente”.

Niente ristoranti e musei a non vaccinati
Il Senato di Berlino ha deciso ulteriori restrizioni per le persone non vaccinate contro il Covid-19: a causa dell’aumento di contagi, da lunedì solo chi è stato vaccinato o è guarito potrà avere accesso a ristoranti, cinema, musei, terme o sale giochi. Avere un test della negatività al coronavirus non servirà per poter accedere. Lo ha
riferito Tagesschau.

Portavoce di Angela Merkel: quota vaccinati non basta, serve fare come Italia
“La quota dei vaccinati in Germania non è sufficiente a contrastare l’impeto del contagio del Covid. Se avessimo un 10-15% di vaccinati in più avremmo un’incidenza del virus inferiore” e i dati di Spagna, Portogallo e Italia “lo dimostrano”. Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sul perché questa quarta ondata stia colpendo così vigorosamente la Germania, che oggi ha registrato quasi 40 mila nuovi casi positivi. Seibert ha anche ricordato come la variante Delta del Covid sia particolarmente contagiosa. 

Austria, 11.398 nuovi contagi, record da inizio pandemia
In Austria con 11.398 nuovi casi di Covid-19 è record da inizio pandemia. Da lunedì scorso nei Laender austriaci vige la ‘regola delle 2G’ che consente solo a persone vaccinate o guarire nei sei mesi di svolgere attività extralavorative. In aumento i pazienti covid ricoverati nei normali reparti degli ospedali per un totale di 2.227 (75 in più rispetto a ieri). In terapia intensiva sono attualmente ricoverati 413 pazienti.

In Ucraina 23.283 nuovi casi e 816 morti in 24 ore
In Ucraina nelle ultime 24 ore si sono registrati 23.283 nuovi casi di Covid-19 e 816 decessi provocati dalla malattia: lo riferisce il ministero della Salute ucraino, ripreso dall’agenzia Interfax.   Secondo i dati ufficiali, dall’inizio dell’epidemia nel Paese sono stati rilevati 3.130.772 casi di Covid e 74.206 persone sono morte a causa della malattia.   Nel Paese, 11.697.386 persone hanno ricevuto almeno una dose di vaccino contro il Covid-19 e 8.154.792 hanno completato il ciclo di vaccinazione.   In Ucraina vivono circa 42 milioni di persone.

Record di casi in Grecia
Nemmeno la Grecia sembra rimanere indenne dalla nuova ondata di contagi che sta attraversando larga parte dell’Europa. Le autorità sanitarie elleniche hanno infatti registrato nella giornata di ieri ben 8.613 nuove infezioni, un record dall’apparizione del morbo in Grecia nel febbraio 2020. La recrudescenza sta purtroppo mettendo in difficoltà il sistema sanitario che dalla fine di ottobre sta assorbendo un numero crescente di pazienti. I numeri dei bollettini ufficiali fotografano drammaticamente il trend in crescita: la Grecia è passata dalle 3.600 infezioni del 29 ottobre alle 6.150 di una settimana dopo e alle 7.330 di lunedì, secondo il rapporto giornaliero fornito dall’Organizzazione nazionale della sanità (Eody). Decine di persone sono morte ogni giorno a causa del coronavirus: del dettaglio, l’Eody ha registrato 46 morti martedì contro 65 lunedì.

“Siamo di fronte a una quarta ondata”, ha detto nella tarda serata di ieri Kyriakos Mitsotakis, il primo ministro greco, dopo i colloqui con il suo omologo olandese Mark Rutte in visita ufficiale ad Atene. Nell’occasione, Mitsotakis ha sottolineato che il suo governo “ha posto l’accento sull’incremento della campagna vaccinale” e “sull’adozione di misure preventive di sicurezza sanitaria che consentano di tenere sotto controllo l’epidemia senza ricorrere al confinamento”.  Stando ai dati della Jhu, fino ad oggi la Grecia ha contato 301mila infezioni e 16.414 decessi da Covid. Per rendere un’idea dell’incremento dei casi che sta avvenendo in quest’ultimo periodo, basti dire che più di un contagio su tre, ben 118mila, sono avvenuti negli ultimi 28 giorni.

Francia, Macron punta sui booster per over 65
In Francia Emmanuel Macron lancia il suo appello ai 6 milioni di francesi non ancora immunizzati: “Vaccinatevi”, perché “la pandemia non è ancora finita”.In quasi 30 minuti di discorso alla nazione pronunciato dall’Eliseo con tono grave, il nono dall’inizio della pandemia, Macron ha chiarito la sua strategia, che punta a far vaccinare i francesi senza obbligo ma ponendo sul piatto la libertà di accedere a ristoranti, palestre e attività culturali. Dal 15 dicembre per over 65 e soggetti vulnerabili, cioè per coloro che possono già ricevere la terza dose, la validità del green pass che consente l’accesso ai luoghi di svago sarà condizionata al fatto di avere ricevuto il booster. Finora, solo 3,4 dei 7,7 milioni di cittadini che possono accedere alla terza dose è stato ri-vaccinato. E Macron si porta poi ancora più avanti, annunciando che da dicembre partirà la campagna per le terze dosi anche per la fascia d’età 50-64.”51 milioni di noi sono oggi completamente vaccinati” contro il Covid-19, “il che fa di noi uno dei Paesi più protetti al mondo”, ma bisogna fare di più, è in sintesi il messaggio di Macron, che richiama all’ordine dicendo che “essere liberi in una nazione come la Francia significa essere responsabili e solidali”. “Conto su di voi”, dice ancora.