Julian Assange Wikileaks

Wikileaks, Julian Assange e i documenti diplomatici USA

260mila documenti, nessuno dei quali classificato come “top secret”. Quasi 130mila senza livello di segretezza, il 40,5 % circa ritenuti “confidenziali”, quasi 16mila quelli “segreti”. Sul totale dei documenti, solo il 5% riguarderebbe l’Europa, il resto riguarderebbe Medio Oriente e Asia. Questo il materiale che renderà disponibile al mondo a partire da domenica 28 novembre 2010.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America non esclude che dalla pubblicazione possano derivarne tensioni nei rapporti diplomatici fra gli stati. Il portavoce del dipartimento Philip Crowley ha confermato che gli si sono attivati da giorni per avvisare i diversi paesi con cui sono in contatto e Mike Mullen, capo degli Stati Maggiori delle Forze armate americane, ha rivolto ai responsabili di Wikileaks un accorato appello perchè si astengano da un’iniziativa molto pericolosa per la sicurezza nazionale.

Il consigliere giuridico del Dipartimento di Stato, Harold Koh, ha scritto sabato a , fondatore di Wikileaks, spiegando che la pubblicazione di questi documenti minaccia le vite di attivisti per i diritti umani, giornalisti e soldati e minaccia operazioni internazionali in corso per contrastare la proliferazione nucleare e il terrorismo.

La documentazione sarebbe stata prelevata dal Secret Internet Protocol Router Network (SIPRNet), cui hanno accesso centinaia di migliaia di funzionari americani.

Anche in Italia cresce la tensione per la pubblicazione. Il ministro degli Esteri Frattini, nonostante i documenti italiani rappresentino soltanto una parte marginale rispetto a quella mondiale, ha dichiarato che tali documenti «sono una combinazione di informazioni inesatte, di enfatizzazione mediatica e di elementi negativi per l’Italia».

Redazione YouFOCUS.TV




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