Whatsapp e Telegram: ecco come spiare le chat

A scoprirlo è una società milanese esperta di sicurezza informatica, la . La sfrutterebbe il servizio di segreteria che alcuni operatori telefonici italiani forniscono e la procedura di autenticazione ai suddetti sistemi di messaggistica.

Al problema sarebbero esposte una cifra esorbitante di SIM italiane: 32 milioni. E per ottenere l’accesso alla chat è sufficiente conoscere il numero di telefono della vittima e possedere conoscenze tecniche minime, come afferma la società: il codice di verifica necessario per accedere alla chat può essere inviato tramite SMS o chiamata vocale e, qualora l’utente abbia il cellulare spento, tale codice viene lasciato in segreteria.

A quel punto un soggetto terzo ha facilità di accesso al servizio di segreteria anche solo conoscendo il numero di telefono della vittima e ciò rappresenta la più grossa debolezza del sistema.




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