luigi zanda

Vittoria del M5S contro la proposta di legge anti movimenti

luigi zandaA seguito della presentazione della proposta di al senato dai senatori e , come ricorderete, si era sollevato un polverone che prometteva di trasformarsi nel novo caso politico. La legge, così come era stata stilata, prevedeva infatti che:

 

“l’acquisizione della personalita’ giuridica e la pubblicazione dello statuto nella Gazzetta Ufficiale costituiscono condizione per poter partecipare alle competizioni elettorali”

 

Questo avrebbe impedito al di presentarsi alle eventuali prossime elezioni senza prima ricostruirsi, almeno sotto l’aspetto formale e burocratico.

Internet, fin dall’inizio del percorso del Movimento 5 Stelle, assieme alle piazze visitate ed i comizi dei vari “tour”, è sempre stata la prima cartina al tornasole sulla quale valutare le risposte dell’elettorato, ed a seguito della proposta si è immediatament scatenata una tempesta dai toni più che accesi. Tanto da portare Anna Finocchiaro a rispondere a quelle che a suo dire  erano accuse infondate, scegliendo proprio la piazza telematica di Facebook come portabandiera delle ragioni del PD nel presentato, asserendo sulla propria bacheca:

 

Asserisce infatti che: “La proposta di attuazione dell’art.49 della non è, malauguratamente per chi ne scrive e per chi vi trova elemento di polemica, una succulenta notizia che rivelerebbe l’avversione del Pd per il Movimento 5 stelle. Il ddl è infatti presentato nell’identico testo in cui venne depositato nella precedente legislatura, sia alla Camera che al Senato e riguarda tutti i partiti. Era (e resta) un pezzo di programma del Pd. Si tratta dell’attuazione – ritardata per troppi decenni e sollecitata più volte anche dal Capo dello Stato – di una decisione dei costituenti di particolare rilievo e pienamente coerente con il modello di democrazia parlamentare scelto per il nostro Paese.”

 

Grillo ovviamente non ha indugiato a rispondere, come c’era da aspettarsi in maniera dura:

 

“Il MoVimento 5 Stelle non è un partito, non intende diventarlo e non può essere costretto a farlo. Se la di Anna Finocchiaro e del pdmenoelle sarà approvata in Parlamento il NON si presenterà alle prossime elezioni.
I partiti si prenderanno davanti al Paese la responsabilità di lasciare milioni di cittadini senza alcuna rappresentanza e le conseguenze sociali di quello che comporterà.”

 

Ora i toni della battaglia sembrano destinati a smorzarsi: il capogruppo democratico al Senato Luigi Zanda annuncia l’intenzione di far decadere il testo.

 

La redazione YouFOCUS.tv

 




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