No TAV

Val Susa, No TAV: cronaca di una giornata di guerriglia tra manifestanti e polizia

Una giornata di battaglie e tra manifestanti e polizia a ridosso della recinzione della Maddalena: elicotteri che sorvolavano le montagne quasi fosse una zona di guerra. 76 i feriti tra le forze dell’ordine: 59 poliziotti, 9 carabinieri, 8 finanzieri. A Chiomonte si è verificata una vera e propria giornata di guerriglia.

La giornata era cominciata pacificamente: alle 10.30 era partito un corteo capitanato dai 23 sindaci che invitavano a non tagliare nei boschi e a non cercare rissa. Ad un certo punto alcuni hanno cominciato a staccarsi dal corteo e si sono incamminati verso Ramats, per raggiungere il cantiere della LTF. Ed è all’apice della Ramats che si è verificato lo scontro più forte. Da Giaglione è arrivata un’altra folla, che ha riconquistato la baita Val Clarea, simbolo dei , dando filo da torcere alle forze dell’ordine.

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L’assedio ha cominciato a prendere forma quando i manifestanti hanno cercato di superare le barriere alla centrale idrica difesa dalle forze dell’ordine: sassi e lacrimogeni, barriere sfondate.

La gente comune ha applaudito e gridato insulti verso le forze dell’ordine: “Giù le mani dalla ”, il coro più diffuso.

La giornata si è chiusa con i manifestanti che hanno ripiegato nei boschi. I leader del popolo No Tav, Alberto Perino, ha parlato di “assedio riuscito”. E ha detto a chiare lettere: “Torneremo”.

Non si sa ancora quanti siano i manifestanti feriti.

Redazione YouFOCUS.TV

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