Olimpiadi Rio 2016, l’incredibile storia di Yusra Mardini, rifugiata siriana medaglia d’oro all’Umanità

, siriana, è una piccola eroina dei nostri tempi. Nota per aver raggiunto le sponde greche su un barcone e per aver salvato la vita a 17 persone nuotando ininterrottamente per tre ore di fila, la giovane Yusra, di soli 18 anni, è stata la portabandiera del Team dei rifugiati nella serata di inaugurazione delle Olimpiadi.

Yusra MardiniAlla fine della gara per la qualificazione ai 100 metri stile libero, Yusra ha esordito con una frase che rappresenta un simbolo di rivalsa per tutti i rifugiati: “Penso di aver aperto gli occhi all’opinione pubblica internazionale sulla questione dei rifugiati”.

Yusra è scappata dalla Siria, bombardata dalla guerra, nell’agosto del 2015, insieme con la sorella. Arriva prima in Libano e poi in Turchia. Si riescono a mettere in contatto con alcuni scafisti, per riuscire a raggiungere le coste della Grecia, ma l’imbarcazione su cui sono viene intercettata dalla guardia costiera turca, che le rispedisce indietro. Lei e la sorella non demordono e ci riprovano su un altro mezzo di fortuna, un’imbarcazione più piccola, stracarica di persone. Dopo un’ora e mezza di traversate il natante si spegne, nel bel mezzo del Mar Egeo, di notte. Yusra, la sorella e altri tre rifugiati, si tuffano in acqua e con un immenso sforzo trainano la barca per tre ore di fila, verso le coste europee. Raggiungono l’Isola di Lesbo e salvano la vita a 17 persone.

Yusra non ha vinto medaglie in queste Olimpiadi, ma ha di diritto vinto la medaglia d’oro all’Umanità.




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