Libia Zawiah

Libia. “Se questo è un uomo”

“Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.

Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.”

Primo Levi, “Se questo è un uomo”



One thought on “Libia. “Se questo è un uomo”

  1. Franco

    L’altro giorno una persona ha detto: “…ogni rivoluzione ha i suoi morti, ma tanto noi qui siamo lontani, non c’è da preoccuparsi…”. Già una persona…come tante…che non vedono oltre il loro naso…che non sentono gli echi lontani della sofferenza…peccato che questa persona fosse mio fratello. Io però ho scoperto di avere molti altri veri fratelli, in ogni angolo del mondo. Oggi ho dato il mio numero di telefono ad un egiziano, spaventato, lontano dalla famiglia, dicendogli: “..se hai bisogno di un tetto per te, per i tuoi amici, qualche conoscente che non sa dove andare, chiamami…nella mia casa non troverai soldi, altrimenti li dividerei volentieri con te, ma un po’ di calore e un piatto di minestra da non mangiare nella solitudine dell’ignoranza di tanta gente, ma insieme a persone che cercheranno di darti conforto.

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