Lele Mora

Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti: vicino il rinvio a giudizio

Entro mercoledì anche , e saranno rinviati a giudizio. Il Pubblico Ministero di Milano, Ilda Boccassini, chiederà che vengano accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, anche minorile. E si prospetta anche un’accusa per il reato di , dato che sarebbero coinvolti anche tre collaboratori di Mora.

La legge italiana punisce la e chi sfrutta la prostituzione per ricavarne benefici. E i benefici risultano dalle intercettazioni: Mora e Fede si sarebbero spartiti 1 milione e 200 mila euro, mentre la Minetti, grazie all’inserimento nel listino bloccato del governatore della Lombardia Formigoni, sarebbe riuscita a diventare consigliere regionale.

Ma dal punto di vista delle condanne, qualora avvenissero, gli scenari sono diversificati: Emilio Fede, per merito della legge ex Cirielli (nota anche come “SalvaPreviti”), avendo superato i 70 anni non può finire in carcere, ma solo agli arresti domiciliari. Lele Mora, dal punto di vista medico, sarebbe incompatibile all’incarcerazione. Solo la Minetti finirebbe in galera, a meno che non decida di collaborare con la giustizia e ottenere sconti di pena, come pare sia nelle sue intenzioni dalle dichiarazioni rilasciate dal suo avvocato, Daria Pesce.




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