Montecitorio

La Casta non rinuncia alla settimana di ferie: deve andare in pellegrinaggio

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Spider Truman ci aveva promesso chissà quali rivelazioni sugli della cosiddetta “”, ma come spesso capita con i sensazionalismi, ancora una volta la bolla di sapone è scoppiata senza lasciare grandi tracce, se non un vago aroma di melanconica delusione. Una lunga strada dietro di sè e una mulattiera davanti, ecco cosa ci ha lasciato l’ennesima trovata ribelle.

Ma diciamocelo chiaramente: abbiamo davvero bisogno di un fantomatico ex portaborse precario per sapere che  la “Casta” causa sprechi? E’ davvero necessario che qualcuno si faccia portavoce di una rivelazione che è tale solo ed esclusivamente nella retorica? Gli italiani sanno da sempre che, senza distinzione di polo, i membri (parola che in questo caso non si a caso) della “mangiano”. E’ ovvio che questo non valga per tutti, anche se spesso più che una sicurezza è una speranza, ma è altrettanto ovvio che non c’è un partito senza, al suo interno, qualche indagato per corruzione, mafia, abuso d’atti d’ufficio e di mezzi di trasporto “”. Ed ora, mentre Brunetta, uomo di indubbia “statura” politica, risponde piccato ai contestatori precari, mentre il del consiglio (una vera “erezione” di moralità) lascia perplessa la Santanchè coi suoi usi e costumi, tanto da farle fare un’accorato sfogo telefonico con Flavio Briatore il quale seraficamente liquida la faccenda come una “malattia”, mentre il Ministro dell’Economia si dichiara “spiato” dalla (e noi ci chiediamo: ma se anche fosse, cos’aveva da nascondere?), mentre le borse europee ed in particolare quella italiana arrivate al fondo cominciano a scavare, mentre qualche furbacchione racconta le sue capriole monetarie riguardo appalti, subappalti e soubrettes, mentre cercano di far passare individui quali Craxi e Mussolini come uomini integerrimi, mentre assistiamo a furiosissimi inarcarsi di sopracciglia colmi di sdegno davanti all’avversario, a favelle sputacchianti e senza gran senso, mentre osserviamo lo sciopero della fame e diciamo: ancora? Mentre guardiamo un’avanzare a balzelli un po’ qua ed un po’ là da parte di chi non è fondamentalmente nè carne nè pesce, mentre le carrette del mare portano sulle nostre coste carichi su carichi di uomini asfissiati, affamati, impauriti, poveri o semplicemente morti, mentre nel mondo dilaga la violenza, la guerra e la paura, mentre la mafia nelle sue molteplici forme ammazza e si infiltra, mentre gli italiani stanchi, insultati e irritati li guardano: loro vanno in vacanza.

E qualcuno ha avuto anche il coraggio di chiedere una riduzione di una settimana delle , periodo assolutamente necessario per rigenerarsi dalle fatiche del governo che tante energie e dedizione richiede a questi uomini così speciali. Loro combattono per noi ogni giorno, pianificano e lavorano, architettano e ordiscono, litigano, si accoltellano e accusano, contano i consensi, si infuriano, chiedono scusa. Il tutto con l’aggravante di Borghezio.

E voi volete togliere a questi missionari del nostro destino addirittura una settimana delle loro meritatissime  vacanze?

Signori, ma se fanno quello che fanno con questo misero mese e poco più di ferie, immaginate cosa potrebbero riuscire a combinare con una settimana di tempo in più a disposizione! Dio ce ne scampi e liberi!

No, è meglio lasciare che vadano in , un’abitudine, un uso e costume d’altri tempi, un vero rituale che va rispettato per il suo elevato valore storico ed archeologico, risalendo indietro nel tempo addirittura all’Anno di Dio 2004.

Ora, abbandonando per un breve ma tragico momento il sarcasmo, dobbiamo renderci conto che, a quanto pare, nessuno di questi signori (o forse solo troppo pochi) sembra volersi rendere conto che i guai in cui versa sia l’Italia che il mondo valgano qualcosa di più del loro prezioso svago. La tragedia è connaturata nella situazione e ricorda molto quella pernacchia che seguiva il grido “lavoratori!”. E’ un calcione spartano sul petto di questa vecchietta centocinquantenne chiamata Italia, al grido di “Queste sono FERIE!”. E’ lo sputo che si aggiunge allo schiaffo, un rincaro dell’insulto con la risata.

Non sono loro a dover andare in Terra Santa per un pellegrinaggio, siamo noi italiani a dover considerare un viaggio a Lourdes, nella speranza di una grazia, anche perchè col panorama che ci circonda non è facile vedere altre vie d’uscita.

Non si augura il male a nessuno, e noi di YouFOCUS.TV non siamo da meno, ma auguriamo che a questi signori venga somministrata molto presto l’Estrema Unzione dalla politica. Oppure che passino le prossime ferie a giocare a mosca cieca sulla Salerno – Reggio Calabria, altro che ferie “blu”, su voli “blu”, con autoblindo “blu” e cene “blu”. Una volta qualcuno, in una canzone passata alla storia come simbolo dell’Italia e dell’italianità, sognava di volare, dipingendosi le mani e la faccia di blu. Ora il blu è il simbolo dello spreco, dell’esagerazione, il nuovo colore della bile che travasa dall’angolo della bocca dell’italiano che si deve considerare fortunato se può uscire dalla propria città per una settimana, in questa lunga ed asfissiante estate. Ma fate attenzione, cari signori delle vette del potere, perchè parafrasando lo scrittore americano George R. R. Martin: “L’inverno sta arrivando”.

Redazione YouFOCUS.TV
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